A Bonomi piace OFFSHORE

La holding a Lussemburgo. Una banca alle Bahamas. E una finanziaria a Gibilterra. Ecco la mappa degli affari segreti del pupillo di Mediobanca

DI VITTORIO MALAGUTTI

Massimo Ponzellini, ex presidente della Popolare di Milano, si era attirato critiche e accuse a più non posso per via del suo tenore di vita principesco a spese della banca, tra soggiorni in hotel di lusso e passaggi aerei .Anche il successore di Ponzel1ini, il finanziere Andrea Bonomi, si tratta bene, ma lo fa dividendo le spese con il fisco nostrano .Investindustrial Italia, la filiale milanese del gruppo di Bonomi, ha preso in leasing ben quattro auto, tra cui due Porsche (Panamera e Cayenne) , un suv Audi e un fuoristrada Land Rover. A occhio il parco macchine pare un po’ eccessivo per una società che, oltre ai quattro amministratori, conta soli 9 dipendenti, di cui uno inquadrato come operaio, tre impiegati e due dirigenti. «Si tratta di auto utilizzate dai manager”, tagliano corto fonti del gruppo Investindustrial. Di sicuro, la scorciatoia del leasing e dell’intestazione societaria consente di risparmiare sulle tasse. Poco male, perché qualche mese fa la Investindustrial Italia è stata chiusa e le sue attività, per un valore di 2,5 milioni di euro, tra sferite a Lugano, alla consociata svizzera. Già, perché dietro le quinte della sua velocissima ascesa a suon di affari da copertina, il fondatore di Investindustrial si dà molto da fare anche su un altro fronte, tutto personale. Infatti, Bonomi si trova al centro di una galassia di società sparse in mezzo mondo, di preferenza in Paesi dove le tasse sono un optional, oppure non si pagano del tutto, tipo Gibilterra, le Bahamas o il Lussemburgo. Affari riservati. Affari personali che corrono sul filo del rasoio della finanza offsho re e restano nell ‘ombra, lontani da ogni forma di pubblicità. Non per niente le cronache recenti si sono invece concentrate sui colpi a effetto del fondo Investindustrial, finanziato con il denaro di enti, banche e istituzioni internazionali. Per esempio, nella primavera scorsa è arrivata, annaffiata da laute plusvalenze, la vendita della Ducati ai tedeschi dell ‘Audi, mentre a fine 2012 è stato siglato l’acquisto di una griffe dei motori come Aston Martin, quella di James Bond. Per non parlare dell’ascesa personale del (relativamente ) giovane Bonomi, classe 1965, nipote di Anna Bonomi Bolchini, la regina milanese dei “daneé”, e figlio di quel Carlo Bonomi ricordato (suo malgrado ) per essersi fatto sfilare la Montedison, quasi 30 anni fa , dallo scalatore Mario Schimberni. Il patron di Investindustrial, nato a New York, passaporto americano, domiciliato a Londra e in Engadina, negli ultimi mesi è riuscito ad aprirsi un varco ai piani alti della finanza italiana. La scalata di Bonomi porta il marchio di garanzia della Mediobanca di Alberto Nagel. È stata la banca d’affari che fu di Enrico Cuccia a garantire al finanziere l’appoggio decisivo per arrivare alla presidenza della Popolare Milano, il grande istituto milanese uscito con le ossa rotte, e con più di un guaio giudiziario, dalla gestione Ponzellini. Ed è stata ancora Mediobanca a sponsorizzare Bonomi per un posto in consiglio nella Rcs Mediagroup, la società guidata da Pietro Scott Jovane che pubblica, tra l’altro, il “Corriere della Sera ” e fa capo al salotto buono della finanza nostrana: Mediobanca, e poi Fiat, Pirelli e Intesa per citare i soci principali. A quanto pare, Bonomi ci ha preso gusto. Investindustrial da settimane sta studiando il dossier Camfin, la holding di Marco Tronchetti Provera, che è finito in rotta di collisione con il suo ex alleato Vittorio Malacalza. E tra qualche mese, quando Rcs dovrà far cassa con un aumento di capitale, pare più che probabile che tra gli investitori chiamati al capezzale del grande editore malato di perdite e debiti ci sia anche il fondo di Bonomi. Ancora una volta a tirare le fila dell’operazione troviamo Mediobanca, alla ricerca di nuovi partner dalle spalle forti mentre i suoi tradizionali punti di riferimento, complice la recessione e la crisi finanziaria, non se la passano più bene come un tempo. Come sempre in questi casi, la convenienza è reciproca, perché Bonomi, a caccia di profitti e potere, è ben contento di salire sul taxi offerto dall’istituto di piazzetta Cuccia. Nagel invece è riuscito a sbarrare la strada al rivale Marco Arpe, che puntava pure lui alla Popolare Milano, proprio grazie alla discesa in campo di Bonomi. Quest’ultimo ha cavalcato l’appoggio dei potenti sindacati interni per scalzare Ponzellini dalla poltrona di presidente. Salvo poi proporsi come il cavaliere del rinnovamento pronto a ripulire la banca dalle incrostazioni di un passato opaco e consociativo, con le organizzazioni dei lavoratori che decidevano carriere e stipendi. La partita dei do ut des, a quanto sembra, non finisce qui. Fonti finanziarie riferiscono che negli ultimi mesi la Popolare di Milano avrebbe aumentato i finanziamenti interbancari erogati al gruppo Mediobanca. In parole povere l’istituto guidato da Bonomi avrebbe dato una mano alla banca guidata da Nagel. Una coincidenza? Difficile da credere, se si considerano i rapporti tra il finanziere e i suoi sponsor di Mediobanca. Fonti vicine a Bonomi gettano acqua sul fuoco. «Non ci risulta che l’esposizione della Popolare di Milano verso Mediobanca sia aumentata in modo sensibile ». E poi aggiungono che i rapporti finanziari «esistono ma sono regolati a parametri di mercato ». A casa propria, invece, Bonomi ama viaggiare offshore. E qui davvero ci si imbatte in tutto l’arsenale classico dei gestori dei grandi fondi di private equity, protagonisti di una certa finanza internazionale. Gli stessi che amano esibire come trofei le loro grandi operazioni di compravendita di aziende, quelle che finiscono sui giornali, e d’altra parte custodiscono gelosamente (ed esentasse ) i segreti delle holding che amministrano i lauti profitti delle loro attività. La galassia di Bonomi fa capo a una finanziaria con base a Lussemburgo, la Bi Invest holdings, la stessa ragione sociale del gruppo un tempo guidato dal padre Carlo. Lo scrigno del Granducato è ricchissimo di partecipazioni. C’ è perfino una banca nei Caraibi, alle Bahamas, la Investindustrial bank con sede a Nassau, che è una delle capitali del mondo offshore. «La banca di Nassau è stata costituita per fare prestiti immobiliari negli Stati Uniti e al momento non è attiva », spiega un portavoce di Bonomi. A Gibilterra invece troviamo la Endowment investment holding. Anche in questo caso siamo in una giurisdizione offshore, una delle più impenetrabili d’Europa . La società con base alle colonne d’Ercole macina profitti, tutti utili che ovviamente vengono incassati ben al riparo delle tasse. Nel 2011, confermano i documenti ufficiali, la Endowment investment holding ha chiuso l’esercizio con 1l milioni di profitti su un centinaio di patrimonio. Sempre nello stesso anno la società di Gibilterra è riuscita a distribuire ben 27 milioni di dividendi al suo azionista principale, che è la lussemburghese Bi Invest holdings .Mica male davvero. Una piccola quota, 1, 7 milioni, è stata incassata da un’altra società del gruppo con base in Lussemburgo, la Bi Invest finance. Quest’ultima per farsi finanziare aveva bussato alla porta di due istituti italiani, la Banca Passadore e la Cassa di Parma e Piacenza. Richiesta accolta. Ed ecco che arriva un prestito di 10 milioni di euro sotto forma di obbligazioni convertibili al 10 per cento di rendimento sottoscritte dalle due banche. Non si può dire che Bonomi abbia spuntato un tasso di favore. Anche la finanza offshore, in fondo, ha i suoi inconvenienti.

Scommessa Snai

Scommesse e giochi di questi tempi non sono un grande affare. La crisi economica sembra aver inaridito anche i profitti di un business che fino a poco tempo navigava a gonfie vele. Un guaio per il fondo Investindustrial di Andrea Bonomi, che nel 20ll, alleato per l’occasione al gruppo veneto Palladio, ha rilevato il controllo della Snai, uno dei marchi storici del settore. L’ acquisizione ha portato solo perdite, almeno fin qui. Nel 2012 il titolo Snai è calato di oltre il 70 per cento in Borsa e i primi nove mesi del 2012 si sono chiusi per il gruppo con una perdita di quasi 25 milioni su 370 milioni di ricavi. Nelle ultime due settimane, però, l’aria sembra decisamente cambiata. Le azioni Snai sono partite a razzo. Nelle prime cinque sedute del 2013 la quotazione ha messo a segno un balzo ben superiore al 50 per cento. I prezzi restano lontani da quelli di un anno fa, quando le azioni sfioravano i 2 euro , più o meno il doppio del livello attuale. Il risveglio di Snai resta però quantomeno sorprendente. Come si spiega? La speculazione, spiegano gli operatori, si è scatenata in coincidenza con la notizia che all’ippodromo di San Siro cala il sipario sulla stagione del trotto. Affari scarsi e pubblico ancora meno. Quindi si chiude. Così ha deciso il gruppo Trenno, che tra l’altro gestisce lo storico impianto ippico milanese. Come dire che si avvicina il momento in cui l’ippodromo verrà smantellato. Via libera , allora, per una speculazione immobiliare targata Snai. Questo almeno è quello che sperano gli operatori di Borsa. Che comprano di conseguenza.

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The holding company in Luxembourg. A bank in the Bahamas. And a financial Gibraltar. Here is the map of the business secrets of the pupil of Mediobanca

DI VITTORIO MALAGUTTI

Massimo Ponzellini, former president of Popolare di Milano, had attracted criticism and accusations as they could because of his princely standard of living at the expense of the bank, including stays in luxury hotels and air passages.’s Successor Ponzel1ini, the financier Andrea Bonomi, it is good, but does it by dividing the cost with our national treasury. Investindustrial Italy, the Milan branch of the group Bonomi, has leased four cars, including two Porsche (Panamera and Cayenne), a suv Audi and Land Rover. A eye on the fleet seems a bit ‘too much for a company that, in addition to four directors, has only 9 employees, one of which is framed as a laborer, three employees and two managers. “These are cars that are used by managers,” cut short the group Investindustrial sources. Of course, the shortcut leasing and corporate header allows you to save on taxes. Not bad, because a few months ago the Investindustrial Italy was closed and its activities, for a value of € 2.5 million, moved to Lugano, the Swiss subsidiary. Yes, because behind the scenes of his fast rise to the sound of business as a cover, the founder of Investindustrial gives you a lot to do on another front, very personal. In fact, Bonomi is at the center of a galaxy of companies scattered around the world, preferably in countries where taxes are optional, or not paid at all, like Gibraltar, the Bahamas and Luxembourg. Private affairs. Personal affairs that run on the cutting edge of finance Offshore king and remain in the ‘shadow, far from any form of advertising. Not for nothing is the recent reports are focused on the effect of the background shots Investindustrial, financed with money institutions, banks and international institutions. For example, last spring has arrived, watered by lavish gains, the sale of the Germans of Ducati ‘Audi, and in late 2012 was entered into the purchase of a brand engines such as Aston Martin, James Bond. Not to mention the rise of the personal (relatively) young Bonomi, born in 1965, the grandson of Anna Bonomi Bolchini, Queen Milanese “Danee” and son of Carlo Bonomi recalled (in spite of) for having paraded Montedison, almost 30 years ago, by the climber Mario Schimberni. The owner of Investindustrial, born in New York, U.S. passport, resident in London and in the Engadine, in recent months has managed to break through the upper floors of Italian finance. The climbing Bonomi bears hallmark of Mediobanca Alberto Nagel. It was the investment bank that was to ensure the financier Enrico Cuccia in the decisive support for becoming president of the People’s Milan, the great Milanese institution out with broken bones, and with more than one legal trouble, management Ponzellini. And it was still Mediobanca to sponsor Bonomi for a seat on the board in the RCS Mediagroup, the company headed by Peter Scott Jovane which publishes, among other things, “Corriere della Sera” and is part of the parlor of our local finance: Mediobanca, and then Fiat, Pirelli and Intesa to mention the main shareholders. Apparently, Bonomi has taken a liking. Investindustrial for weeks studying the dossier Camfin, the holding company of Marco Tronchetti Provera, which ended in a collision course with his former ally Vittorio Malacalza. And in a few months, when the RCS will make money with a capital increase, it seems more than likely that among investors called to the bedside of the sick largest publisher of losses and debts there is also the bottom of Bonomi. Once again pulling the strings of the operation are Mediobanca, in search of new partners from strong shoulders while its traditional reference points, thanks to the recession and the financial crisis, are not doing as well as it used to be. As always in these cases, the convenience is mutual, because Bonomi, hunting for profit and power, he is happy to get into the taxi offered by the Institute of Piazzetta Cuccia. Nagel instead was able to block the road to rival Mark Arpe, pointing to him as well Popolare Milano, thanks to the drop in field Bonomi. The latter has ridden the support of powerful trade unions to undermine internal Ponzellini the chair of the President. But then act as the knight of the renewal ready to clean up the bank by deposits of a past opaque and consociational with workers’ organizations who decided careers and salaries. The game of tit for tat, it seems, does not end here. Financial sources report that in recent months Popolare di Milano would increase interbank loans granted to the Mediobanca group. In other words the institute led by Bonomi would give a hand to the bank led by Nagel. A coincidence? Hard to believe, considering the relationship between the financier and his sponsors of Mediobanca. Sources close to Bonomi throw water on the fire. “We are not aware that the exposure of Popolare di Milano to Mediobanca has increased significantly.” And then add that financial relationships “exist but are adjusted to market parameters.” At home, however, Bonomi loves to travel offshore. And here we run into really the whole arsenal of classic managers of large private equity funds, the protagonists of a certain international finance. The same people who love to show off as trophies of their large purchase and sale of companies, those that end up in the newspapers and on the other hand jealously guard (tax-exempt) holding the secrets of administering the huge profits of their activities. The galaxy Bonomi is headed by a finance based in Luxembourg, Bi Invest holdings, the same name of the group once led by Father Charles. The chest is full of the Grand Duchy of investments. There ‘s even a bank in the Caribbean, the Bahamas, the Investindustrial bank headquartered in Nassau, which is one of the capitals of the world offshore. “The Bank of Nassau was formed to make real estate loans in the United States and is currently not active,” says a spokesman for Bonomi. In Gibraltar, we find instead the Endowment investment holding company. In this case we are in an offshore jurisdiction, one of the most impenetrable of Europe. The company, based on the columns of Hercules mill profits, all profits are obviously well received in the shelter of taxes. In 2011, confirm the official documents, the Endowment investment holding company ended the year with 1l million in profits on a hundred heritage. In the same year the Gibraltar companies managed to distribute 27 million in dividends to its shareholder, which is the Bi Invest Luxembourg holding companies. Really not bad. A small fee, 1, 7 million, was collected by another group company based in Luxembourg, Bi Invest finance. The latter to be financed knocked on the door of two Italian institutions, the Bank and the Fund Passadore of Parma and Piacenza. Request granted. And here comes a loan of 10 million euro in the form of convertible bonds to 10 percent performance signed by the two banks. You can not say that Bonomi has popped a rate of favor. Even the offshore finance, after all, has its drawbacks.

Bet Snai

Betting and gaming these days is not a big deal. The economic crisis seems to have dried up even the profits of a business that until recently was sailing at full speed. A trouble to the bottom of Investindustrial Andrea Bonomi, who in 20ll, allied to the opportunity to Palladio Venetian group, has acquired control of Snai, one of the historic names in the industry. The ‘acquisition has brought only losses, at least so far. In 2012 the title Snai fell by more than 70 percent on the stock exchange and the first nine months of 2012 were closed for the group with a loss of nearly 25 million of 370 million in revenues. In the last two weeks, however, the air seems much changed. The actions are Snai games rocket. In the first five sessions of 2013 the stock has posted a leap in excess of 50 percent. Prices remain far from those of a year ago, when the shares touched the 2 euro more or less double the current level. The awakening of Snai, however, remains at least surprising. How do you explain that? Speculation, say the operators, is being waged in coincidence with the news that the San Siro racecourse the curtain falls on the season of the trot. Scarce public affairs and even less. Then closes. This decision was made Trenno group, which also manages the historic equestrian facility in Milan. As saying that the time is near when the racecourse will be dismantled. Go ahead, then, for a real-estate speculation license plate Snai. At least that’s what they hope the stockbrokers. They buy accordingly.

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ANDREA BONOMI E IL DUO MENEGUZZO-DRAGO DELLA FINANZIARIA PALLADIO HANNO PUNTATO SUL CAVALLO SBAGLIATO

GIOCO D’AZZARDO – SCOMMETTENDO SULLA SNAI, ANDREA BONOMI E IL DUO MENEGUZZO-DRAGO DELLA FINANZIARIA PALLADIO HANNO PUNTATO SUL CAVALLO SBAGLIATO – RILEVATA NEL 2011, PER ORA IL PASSIVO AMMONTA GIÀ AD ALMENO 130 MLN € – E PER FORTUNA CHE ULTIMAMENTE IL TITOLO È, INSPIEGABILMENTE, RISALITO PARECCHIO – D’ALTRONDE, GIÀ NEL 2010, IL GRUPPO AVEVA 360 MLN € DI DEBITI, SENZA CONSIDERARE LE PERDITE MAI SANATE…

Fabio Pavesi per “Il Sole 24 Ore

Sembrava a tutti gli effetti una scommessa vincente. Si è invece rivelata (fino ad ora) un colossale flop. La giocata sulla Snai da parte della InvestIndustrial del finanziere Andrea Bonomi e della Palladio del duo Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago non sta dando i frutti sperati.

andrea bonomiandrea bonomi

Al contrario accumula per ora pesanti perdite, di almeno 130 milioni da spartire tra i due fondi. Tutte potenziali ovviamente, dato che l’orizzonte di investimento è di almeno 5-7 anni. Ma è un fatto che quell’acquisto nel marzo del 2011 della maggioranza del capitale della società dei giochi e delle scommesse è già in profondo rosso. Il prezzo pagato poco meno di 2 anni fa, per il 67% del capitale della Snai fu di 2,36 euro per azione. Oggi, nonostante il recentissimo rialzo boom, il titolo quota 0,87 euro.

ROBERTO MENEGUZZOROBERTO MENEGUZZO

Strappo all’insù, arrestatosi ieri, e avviato il 2 gennaio e che ha portato Snai a guadagnare il 90% in una manciata di sedute. Cosa ci sia dietro a tanto entusiasmo è assai aleatorio. C’è chi fa notare che potrebbe finalmente avviarsi la valorizzazione immobiliare dell’area dell’ippodromo di San Siro a Milano, dopo che la società ha sospeso le attività ippiche per la forte contrazione del business. Sarà. Ma pare più un azzardo speculativo che altro.

Di quella valorizzazione immobiliare dell’area posseduta dalla controllata Trenno srl si parla da almeno un decennio. Ma occorrono accordi e varianti urbanistiche con il Comune di Milano. Quello strappo pare più un’occasione per ridurre, anche se di poco, il divario tra l’alto prezzo d’acquisto delle azioni Snai da parte dei due fondi d’investimento e i minimi storici toccati dalle quotazioni. Già perché se si guarda un grafico di borsa si scopre che mai ingresso nel capitale fu più intempestivo.

tristris snaisnai

Da giugno del 2011 (tre mesi dopo l’acquisizione) il titolo Snai non ha fatto che inabissarsi. Da 2,4 euro è sceso a soli 53 centesimi di fine dicembre 2011. Cosa è successo di così grave? Poco o nulla. In realtà già all’atto dell’acquisto Snai non brillava di buona salute. Nel 2010 la perdita era di 32 milioni con un debito di 300 milioni sul groppone. L’anno dell’ingresso di Bonomi e il duo Meneguzzo e Drago le cose sono anche peggiorate: la perdita è arrivata a 44 milioni e il debito netto finanziario è salito a 354 milioni.

Punto snai duomoPunto snai duomo

E non che i primi 9 mesi del 2012 invertano la tendenza. Snai è in rosso già a livello di utile operativo, produce perdite per 24 milioni e ha un rapporto tra il debito e il margine lordo che supera le 7 volte. Un livello di chiaro pericolo. I nuovi proprietari di Snai non sono riusciti a cambiare rotta alla società. Eppure in quel mercato non tutti perdono. Basti guardare al competitor quotato. La Lottomatica corre come un treno. Utili a 170 milioni nei primi 9 mesi del 2012 (+34% sull’anno precedente) e in borsa il titolo fa +56% su base annua. I giochi non sono uguali per tutti.

 

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GAMBLING – BETTING ON SNAI, BONOMI ANDREA AND THE DUO Meneguzzo-DRAGON HAVE FINANCIAL PALLADIO backed the wrong horse – DETECTED IN 2011, FOR NOW THE LIABILITY AMOUNTS ALREADY AT LEAST 130 MILLION € – LUCK AND THAT RECENTLY THE TITLE is inexplicably climbed LOT – D’FURTHERMORE, ALREADY IN 2010, THE GROUP WAS € 360 MILLION OF DEBT, BUT NEVER TAKE THE LOSS Heal …

Fabio Pavesi for “Il Sole 24 Ore”

It seemed to all intents and purposes a winning bet. Instead, it was revealed (so far) a colossal flop. The play on Snai by InvestIndustrial financier Palladio Andrea Bonomi and the duo Roberto and Giorgio Meneguzzo Dragon is not giving the desired results.

andrea bonomiandrea bonomi

On the contrary accumulates heavy losses for now, at least 130 million to be shared between the two funds. All prospective course, given that the investment horizon is at least 5-7 years. But the fact is that that purchase in March 2011 of a majority stake in the company of gaming and betting is already in deep red. The price paid a little less than two years ago, 67% of the capital of Snai was of 2.36 euro per share. Today, despite the recent rise boom, the title fee € 0.87.

ROBERTO MENEGUZZOROBERTO Meneguzzo

Tear upward to a standstill yesterday, and started on January 2 and has led Snai to gain 90% in a handful of sessions. What’s behind a lot of enthusiasm is very uncertain. There are those who pointed out that it could finally start the real estate development of the racecourse at the San Siro in Milan, after the company suspended the equestrian activities for the sharp contraction in business. Will be. But it seems more speculative than anything else a chance.

Of the value of the real estate owned by the subsidiary Trenno srl has been discussed for at least a decade. But it takes planning agreements and variations with the Municipality of Milan. That seems to pull more opportunity to reduce, albeit slightly, the gap between the high purchase price of the shares Snai by two investment funds and lows touched by quotes. Yes, because if you look at a stock market graph you find that ever entered the capital was most unexpected.

tristris snaisnai

Since June 2011 (three months after the acquisition) the title Snai has done nothing but sink. 2.4 euro fell to just 53 cents at the end of December 2011. What has happened so serious? Little or nothing. In fact, already at the time of purchase Snai not glowing with good health. In 2010, the loss was 32 million, with a debt of 300 million on the rump. The year of the entry of Bonomi and the duo Meneguzzo Dragon and things are even worse: the loss came to 44 million and the net financial debt has risen to 354 million.

Point snai duomoPunto snai cathedral

And not that the first 9 months of 2012 reversed the trend. Snai is red already at the level of operating profit, produces loss of 24 million and a ratio of debt to gross margin that exceeds 7 times. A layer of clear danger. The new owners of Snai failed to change course to the company. Yet in that market not everyone loses. Just look at the competitors listed. Lottomatica runs like a train. Profits to 170 million in the first nine months of 2012 (+34% YoY) and bag the title is +56% on an annual basis. The games are not the same for everyone.

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Il nome e’ Andrea Bonomi

image.CIVVOW

Realdeals.eu.com

Essendosi appena messo in mostra con la casa automobilistica di lusso Aston Martin, uno potrebbe essere perdonato per aver pensato che il fondatore di Investindustrial Andrea Bonomi, ex campione del mondo di power boat e miliardario, è il James Bond del private equity. Questa impressione non può che essere rafforzata dal fatto che Bonomi ha il suo personaggio cattivo da combattere.

Bonomi è stato portato in tribunale dalla parte lesa Francesco Corallo, un magnate del gioco che possiede il gruppo italiano di casinò B Plus e secondo il Daily Telegraph, è ricercato dall’Interpol per “criminalità organizzata” (avviso di corretto giornalismo: il Vulture ha verificato sul sito dell’Interpol e non è riuscito a trovare alcuna traccia di Corallo).

In una causa complicata, Bonomi è accusato di aver utilizzato la sua posizione presso la Banca Popolare di Milano per distruggere gli interessi di business di Corallo. L’abitazione di quest’ultimo è stato perquisita nel 2011 dalla “polizia nell’ambito di un investigazione su finanziamenti discutibili” emessi da suddetta banca, e lui ora vuole un risarcimento per la fantastica somma di € 800 milioni.

Supponendo che Bonomi non sia in grado di smantellare le accuse, questo contenzioso red-hot sarà destinato a finire presso l’Alta Corte di Londra. Al momento non è ancora chiaro se in seguito entrambi si dirigeranno verso gli altopiani Scozzesi per una resa dei conti finale, mentre Adele gorgheggia incoerentemente nello sfondo.

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Having just swanked away with luxury carmaker aston Martin, one could be forgiven for thinking that investindustrial founder andrea Bonomi, a former world power boat champion and multimillionaire, is the James Bond of private equity. this impression can only be reinforced by the fact that Bonomi has his very own villain to do battle with.
Bonomi is being taken to court by the aggrieved Francesco corallo, a gaming magnate who
owns italian casino group B Plus and, according to the daily telegraph, is wanted by interpol
for “organised crime” (Proper Journalism alert: the vulture has checked interpol’s site and
can find no record of corallo). in a complicated suit, Bonomi stands accused of using his
position at Banca Popolare di Milano to destroy corallo’s business interests. the latter’s
home was raided in 2011 by “police investigating questionable loans” issued by said bank, and he now wants reparations to the tune of a cool ¤800m.
assuming Bonomi is unable to have the charges scrapped, this red-hot litigious action is due to take place at London’s High court. it is as yet unclear whether both will then head to the scottish Highlands for a final showdown, while adele warbles incoherently
in the background.

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Andrea Bonomi adesso aspetta il ritiro della concessione di Sisal

 

I Monopoli ritirano la concessione per le slot machine alla BPlus di Francesco Corallo

L’Huffingtonpost  |  Di Andrea Bassi  |  Pubblicato: 07/12/2012 11:50 CET Aggiornato: 07/12/2012 12:19 CET

Slotansa

I Monopoli di Stato hanno deciso di revocare la concessione per l’esercizio di slot machine e di Videlolotteries alla Bplus di Francesco Corallo. La notizia emerge da una sentenza della seconda sezione del Tar del Lazio alla quale la società aveva fatto ricorso contro un provvedimento di revoca assunto dall’Amministrazione guidata da Luigi Magistro. La decisione di non riassegnare l’autorizzazione alla gestione delle macchine da intrattenimento, settore nel quale Bplus è leader di mercato, è arrivata secondo quanto ricostruito dall’Huffpost, dopo che i Monopoli hanno ricevuto una informativa dal Prefetto di Milano sulle pendenze giudiziarie di Corallo. In base alle nuove norme sulla trasparenza dei concessionari pubblici, l’autorizzazione deve essere ritirata a chiunque abbia tra i soci o tra i top manager, persone rinviate a giudizio.

Corallo era finito nell’inchiesta sui prestiti facili della Bpm ai tempi in cui al vertice c’era Massimo Ponzellini. Due le accuse mosse dalla procura milanese a Corallo. La prima per un reato associativo, la seconda per corruzione in base all’articolo 2635 del codice civile. Un’accusa quest’ultima, che i difensori di Corallo hanno sempre respinto ritenendola infondata per il fatto che la società ha sempre onorato le rate del prestito. Non solo. L’articolo 2635 prevede che i magistrati possano procedere solo per querela di parte e nel caso ci sia stato un danno economico. Bpm invece, dal prestito a Bplus, ricordano gli avvocati di Corallo, “ha chiarito di non aver subito danni”. Secondo Corallo nella decisione della Popolare di Milano di avallare l’inchiesta della magistratura, ci sarebbe un tentativo di falsare la concorrenza nel settore dei giochi. Il neo presidente della Bpm è Andrea Bonomi, che tramite il fondo Investindustrial, partecipa al capitale di altri due concessionari di slot machine, Snai e Cogetech. Corallo ha anche presentato una denuncia per risarcimento danni da 750 milioni alla Corte di Londra (dove ha sede Investindustrial) contro Bonomi. La battaglia legale continua anche in Italia. I legali di Bplus hanno già annunciato ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar.

Ma la vera domanda è ora, cosa accadrà nel ricco mercato delle slot machine. Bplus, con 90 mila macchinette già installate, ha una quota del 25% in un mercato che vale circa 40 miliardi euro. Insomma, per lo Stato raccoglie circa 8 miliardi di euro versando nelle casse pubbliche circa un miliardo l’anno. Spegnere le macchinette da un giorno all’altro è difficilmente immaginabile, anche perché rischierebbe di creare un buco nei conti pubblici. L’ipotesi, a questo punto, è che il parco macchine di Bplus possa essere suddiviso per quote di mercato tra gli altri operatori. Ma per ora sono solo speculazioni. Fatto è che, in base alla vecchia convenzione, quella del 2004, lo Stato può obbligare il concessionario al quale ritira il titolo di continuare a tenere in esercizio il parco macchine per il periodo necessario alla transizione. I Monopoli, del resto, come primo obiettivo hanno quello di tutelare l’interesse pubblico che, in questo caso, significa un incasso di un miliardo di euro l’anno per le casse dello Stato. Dal canto suo Corallo è pronto a vendere cara la pelle. Anche perché sta aspettando le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato gli atti dell’inchiesta milanese, almeno per quanto riguarda il reato associativo, rimandando tutto al tribunale del riesame.

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The Monopoly withdraw the license for slot machines at Bplus Francesco Corallo

The HuffingtonPost | By Andrea Bassi | Published: 12/07/2012 11:50 CET Updated: 07/12/2012 24:19 CET

Slotansa

The State Monopolies have decided to revoke the license for the operation of slot machines and Videlolotteries to Bplus Francesco Corallo. The news emerges from a judgment of the second section of the TAR of Lazio to which the company had appealed against the decision to withdraw taken by the Administration led by Luigi Magistro. The decision not to reassign the license to operate gaming machines, a sector in which Bplus is the market leader, came as dall’Huffpost rebuilt after the Monopoly received a statement from the Prefect of Milan on the slopes judicial Corallo . Under the new rules on transparency of public dealers, the authorization should be withdrawn to anyone between the partners or between the top managers, persons committed for trial.

Corallo was done in the investigation of Bpm easy loans at a time when the top was Massimo Ponzellini. Two allegations by Milan prosecutors in Corallo. The first association of an offense, the second for corruption under Article 2635 of the Civil Code. The latter accusation, his lawyers have always denied Corallo deeming unfounded due to the fact that the company has always honored the rate of the loan. Not only. Article 2635 provides that magistrates can proceed only to the complaint and if there was a financial loss. Bpm instead, the loan Bplus, recall lawyers Corallo, “made it clear he did not suffer damage.” According to the decision of the Corallo, Popolare di Milano to endorse the investigation of the judiciary, there would be an attempt to distort competition in the gaming industry. The new president of the BPM is Andrea Bonomi, who through the fund Investindustrial, holdings in two other dealers of slot machines, and Snai Cogetech. Corallo  has also filed a complaint for damages of 750 million at the High Court in London (where there is Investindustrial) against Bonomi. The legal battle continues in Italy. The lawyers have already announced Bplus appeal to the Council of State against the decision of the TAR.

But the real question now is, what will happen in the rich market of slot machines. Bplus, with 90 000 machines already installed, has a share of 25% in a market that is worth about 40 billion euro. In short, the State collects approximately EUR 8 billion pouring into public coffers about a billion a year. Turn off the machines from one day to another is hard to imagine, because risk creating a hole in the public accounts. The hypothesis, at this point, is that the machinery of Bplus can be divided for market shares among others operators. But for now it’s just speculation. The fact is that, according to the old convention, that of 2004, the State may require the dealer to which withdraws the title to continue to keep the fleet in service for the period necessary for the transition. I Monopoli, moreover, have as its primary objective is to protect the public interest, in this case, means a collection of one billion euro per year for state coffers. For its part, Coral is ready to sell his life dearly. Also because it is waiting for the written judgment of the Court of Cassation annulled the acts of the Milanese, at least with regard to the crime of association, leaving everything to the court of review.

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Bpm, quello che non dicono…


Bpm, quello che non dicono

Andrea Bonomi elimina l’imbarazzante escrescenza di 800 colletti bianchi di piazza Meda

Gianni Cirone
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 9:15

 

Tutto è bene quel che finisce bene: la Banca Popolare di Milano trova la quadra, almeno quella riferibile alle problematiche sindacali. Viene così messo a tacere il piagnisteo, da parte dei sindacati, sugli oltre 800 esuberi venuti al pettine negli ultimi mesi, dopo almeno tre anni vissuti più che pericolosamente da parte dell’istituto. È dunque da considerarsi chiuso l’accordo volto a liquidare l’imbarazzante escrescenza di colletti bianchi di piazza Meda: poco importa poi, come, perché e se si viene acquistati, per essere gettati via.

 

Ora, barra a dritta, “per guadagnare quote di mercato“: parola di Andrea Bonomi, presidente di Investindustrial, nonché maggiore azionista della baracca post Ponzellini. È lui che annuncia di voler proseguire sulla strada di una strategia stand alone. Da quelle stanze, l’ultimo che si esprimerà in questi termini sarà il dg Enzo Chiesa. È il 21 giugno 2011, e le sue parole non tradiscono alcuna titubanza. “Lo abbiamo sempre detto, la nostra è una strategia stand alone“, va affermando. Parla a margine di un convegno sui fondi etici organizzato da Etica Sgr, e risponde così a chi gli ventila l’ipotesi di possibili fusioni. Fa il tattico Chiesa, e comunica – a nome della dirigenza Bpm – che “non c’è mai stata e non è una nostra volontà fare operazioni straordinarie. Se è la volontà di qualcun altro lo apprenderemo“.

 

Stand alone: essere indipendenti o – per dirla con un eufemismo – bastarsi. Si basta così bene, il povero Chiesa, che in quel momento dice di non sapere nulla di qualcosa che – al contrario – dovrebbe proprio conoscere, visto che riguarda sé ed il proprio gruppo. Le cronache non narrano la sua espressione, se strabuzza gli occhi o meno, quando al margine del convegno gli riferiscono la notizia secondo cui il dossier di Bankitalia sulla sua Bpm (il secondo, in ordine di tempo, dopo quello del 2009,) viene dato per approdato, dritto dritto, sulle scrivanie della Procura di Milano. Le cronache riportano solo la sua risposta: “Ho fatto un esposto alla Guardia di Finanza. Penso che i documenti che abbiamo presentato siano stati trasmessi alla Procura, ma io non ne so niente, non dovete chiedere a me“. Infatti, appare ormai inutile – allora – chiedere a lui. Già corrono voci, nomi ed evidenze, contenute nelle carte dell’ispezione di Bankitalia. Un pugno di giorni, e si scatena la bufera dell’affaire Bpm.

 

Oggi è Andrea Bonomi ad esprimere la stessa strategia indicata da Chiesa, in quell’inizio di estate dello scorso anno. Anche in questo caso la comunicazione viene emessa a margine di un convegno: la conferenza di organizzazione del sindacato Fabi, uno tra i sindacati che hanno chiuso l’accordo. Ora, però, sembra ci sia una maggiore disponibilità espositiva, da parte del presidente del Consiglio di Gestione dell’istituto. Bonomi sostiene che, attualmente, Bpm sarebbe “molto bilanciata, tra raccolta e impieghi, con una liquidità che è una delle migliori del sistema: abbiamo ridotto il funding gap“. Soddisfazione, poi,  per l’accordo siglato con i sindacati. “È un successo per il management e per il sindacato, una novità per la nostra banca“; un modo per dire che prima non è mai stato così.

 

C’è però di più. Il presidente di Investindustrial annuncia che a gennaio partirà la riforma della governance di Bpm. Ben accetto il contributo “di tutti e dei sindacati”, perché ”non vogliamo andare in assemblea a fare a cazzotti’‘. Quando si dice ‘fare squadra’. Chi ascolta forse s’inebria, e non si trattiene dal chiedere a lui – proprio al presidente di Gestione Bpm – qualche chiarimento su alcune voci che girano, voci inerenti un suo imminente disimpegno dalla conduzione dell’istituto, voci smentite dall’istituto già un paio di volte, ma sempre circolanti a causa di qualche articolo, scritto qua e là, che – proprio durante il braccio di ferro con i sindacati – riporterà quel certo fastidio dell’uomo di finanza per le troppe beghe da dipanare con i dipendenti di piazza Meda. “Il mio impegno – afferma allora Bonomi, conscio di aver vinto la partita con i sindacati – è cercare di portare la banca in una situazione di tranquillità; è un anno che si lavora, prima l’aumento di capitale e la sistemazione del convertendo, ora ci vuole la strategia per dare un futuro alla banca. Spero che il mio ruolo sia di assicurare alla Bpm di avere una strategia e una governance che funzioni“. Logico, sì: ma come?

 

Beh, presto per dirlo. Adesso, Bonomi ci tiene a ribadire che è “passato il primo anno, a riparare la casa superando i tanti problemi (convertendo, Banca d’Italia etc)“. Problemi? Banca d’Italia? Veramente Bankitalia non dovrebbe essere un problema: è l’istituzione di riferimento del sistema bancario del Paese. Certo i suoi ispettori, ancora all’opera in un’ulteriore ispezione, la terza dal 2009 e tuttora in corso a piazza Meda, possono rappresentare ‘il problema’. Chissà se, con loro, sarà possibile condurre in porto una trattativa, come con i sindacati: Guardia di Finanza compresa.

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City Spy: Not much Bonomi for Aston buyer

30 November 2012

Andrea Bonomi is a suave Italian industrialist and former world power-boat champion. So it seems pretty fitting that his is one of the names that has been linked to purchasing Aston Martin — the maker of James Bond’s car.

Even neater, perhaps, is that he is presently battling it out with an intriguing nemesis and faces being dragged into the High Court in London to answer an €800 million (£650 million) claim brought by a man wanted by Interpol for “organised crime”.

Bonomi is accused of using his position as chairman of an Italian bank to destroy the business interests of Francesco Corallo, a gaming magnate on Interpol’s most wanted list on suspicion of “organised crime, transnational crime and fraud”. That dispute dates back to 2011 when Corallo had his home raided by Italian rozzers investigating loans issued by Banca Popolare di Milano.

In legal papers, Corallo alleges Bonomi used his position within Banca Popolare to influence the criminal investigation against the gaming magnate. He says Bonomi alleged that €105 million of loans from Banco Popolare were part of a criminal conspiracy and bank employees were bribed to put the deals through. Corallo denies all this, and his claim is rejected by Bonomi and Banca Popolare.

It is a slightly tortuous plot line (although easier to follow than Quantum of Solace). Still, it would surely cause former 007 Sir Roger Moore to invoke his trademark arched eyebrow.

 

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30 Novembre 2012

Andrea Bonomi è un industriale italiano e soave ex mondiale per barca a campione. Così sembra abbastanza giusto che il suo è uno dei nomi che è stata associata a acquisto Aston Martin – il produttore di auto di James Bond.

Anche più ordinato, forse, è che egli è attualmente in lotta con un nemico intrigante e le facce di essere trascinato nella High Court di Londra per rispondere a una € 800.000.000 (£ 650 milioni) richiesta di risarcimento avanzata da un uomo ricercato dall’Interpol per “criminalità organizzata “.

Bonomi è accusato di aver usato la sua posizione di presidente di una banca italiana per distruggere gli interessi commerciali di Francesco Corallo, un magnate di gioco nella lista dei ricercati dell’Interpol con l’accusa di “criminalità organizzata, la criminalità transnazionale e la frode”. Essa, infatti, risale al 2011, quando Corallo aveva la sua casa saccheggiata dai Rozzers italiani inquirenti finanziamenti erogati da Banca Popolare di Milano.

Nei documenti legali, Corallo sostiene Bonomi usato la sua posizione all’interno di Banca Popolare di influenzare l’inchiesta penale contro il magnate di gioco. Dice Bonomi ha affermato che € 105 milioni di finanziamenti da Banco Popolare erano parte di una associazione a delinquere e impiegati di banca sono stati corrotti per mettere le offerte attraverso. Corallo nega tutto questo, e la sua richiesta è stata respinta da Bonomi e Banca Popolare.

Si tratta di una trama un po ‘tortuoso (anche se più facile da seguire di Quantum of Solace). Eppure, sarebbe sicuramente causare ex 007 Sir Roger Moore per invocare il sopracciglio arcuato marchio di fabbrica.

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BPMLEAKS SU DAGOSPIA LA GUERRA INFINITA DI BPM, DENUNCIATO ANDREA BONOMI

LA GUERRA INFINITA DI BPM – TORNATI LIBERI PONZELLINI E CANNALIRE, QUEST’ULTIMO DENUNCIA ANDREA BONOMI PER CALUNNIA – IL LATITANTE CORALLO INVECE SCEGLIE LONDRA PER CHIEDERE 440-750 MLN € AL NUOVO PRESIDENTE BPM, CHE IN QUANTO AZIONISTA SNAI AVREBBE AGITO PER DANNEGGIARE LA CONCORRENTE BPLUS – CHI È BONOMI, UOMO PER TUTTE LE PARTITE FINANZIARIE, DA PIRELLI AD

1- INCHIESTA BPM, PONZELLINI LIBERO. E IL SUO EX BRACCIO DESTRO QUERELA BONOMI
Andrea Bassi per “L’Huffington Post”

Nella vicenda Bpm-Atlantis che ha portato agli arresti dell’ex banchiere Massimo Ponzellini (di nuovo libero per la scadenza dei termini di custodia) , arriva una sorpresa. Uno degli indagati chiave dell’inchiesta, l’ex braccio destro di Ponzellini, Antonio Cannalire, ha presentato una querela per calunnia nei confronti dell’attuale presidente della banca, Andrea Bonomi. Cannalire imputa a quest’ultimo il proprio arresto.

L’indagine della procura di Milano nel suo filone principale, quello della corruzione tra privati, sostiene Cannalire nella sua accusa, non avrebbe potuto andare avanti se non fosse stato per la querela di Bonomi. Il reato contestato a Cannalire (ma anche a Ponzellini e al patron di Atlantis Bplus, Francesco Corallo) è previsto dall’articolo 2635 del codice civile ed è procedibile solo a querela di parte.

ANDREA BONOMIANDREA BONOMI Il punto è proprio questo. Cannalire ricostruisce come si è arrivati alla denuncia da parte del presidente della Banca Popolare di Milano e rappresentante del fondo Investindustrial, così come è emerso dalle carte del processo. In questa storia le date sono importanti. Nel novembre dello scorso anno la procura di Milano sequestra una serie di documenti riguardanti 16 pratiche di finanziamento presso la Bpm.

Il 27 gennaio, su incarico dei vertici della banca, l’avvocato Francesco Mucciarelli scrive ai pm sostenendo che dalla loro inchiesta potrebbero emergere fatti procedibili a querela di parte. Ovviamente essendoci il segreto istruttorio, la banca non è in grado di conoscere questi fatti per poter sporgere querela. Con una lettera che ha una data antecedente, il 26 gennaio, i pm spiegano a Mucciarelli che dalle indagini svolte fino a quel momento emergono sicuramente fatti qualificabili come infedeltà patrimoniale reato, appunto, che può essere perseguito solo su querela di parte. Dunque la banca può procedere.

MASSIMO PONZELLINI DAL FATTOMASSIMO PONZELLINI DAL FATTOIl 7 febbraio del 2012, autorizzato dal consiglio di amministrazione, Bonomi presenta una querela generica, senza indicare nessun nome. Poi fa anche un’altra cosa. Chiede a una società di consulenza, la Price Waterhouse Coopers, una verifica sulle 16 pratiche di finanziamento finite sotto la lente dei pubblici ministeri. Esattamente due mesi dopo, il 12 aprile, la Pwc consegna il suo rapporto e sostiene che tutte e 16 le pratiche, secondo le sue analisi, sono regolari.

MASSIMO PONZELLINIMASSIMO PONZELLINI A questo punto, scrivono gli avvocati di Cannalire, la querela avrebbe dovuto essere ritirata, facendo venir meno anche il reato ex articolo 2635. Ma nulla è stato fatto. Non solo. Dal report della Pwc emerge anche che già gli uffici interni della banca (audit e ufficio crediti) avevano esaminato quelle stesse pratiche, non riscontrando probabilmente nessuna irregolarità, altrimenti Bonomi avrebbe dovuto effettuare la querela senza interpellare la Procura o attendere il risultato dell’audit di Pwc. Dunque, secondo Cannalire, Bonomi avrebbe dolosamente causato i suoi guai con la giustizia commettendo il reato di calunnia.

L’ex braccio destro di Ponzellini non è l’unico degli imputati ad essersi scagliato contro Bonomi. Anche Francesco Corallo si è lanciato all’offensiva contro il neo presidente della Bpm, presentando una denuncia presso l’alta Corte di Londra (dove ha sede sia la società di Corallo che la Investindustrial di Bonomi) e chiedendo un risarcimento tra i 440 e 750 milioni di euro.

MASSIMO PONZELLINIMASSIMO PONZELLINI Secondo le accuse di Corallo, Bonomi con la sua denuncia (senza la quale come detto non sarebbe stato possibile per la procura procedere) , avrebbe semplicemente effettuato un atto di concorrenza scorretta. Investrindustrial nel suo portafoglio ha infatti due importanti partecipazioni in altrettanti concessionari del mondo dei giochi, Snai e Cogetech, diretti concorrenti della Bplus di Corallo.

BPMBPM
2- BPM: TORNA LIBERO PONZELLINI, SCADUTI TERMINI CUSTODIA
(ANSA) – E’ tornato libero Massimo Ponzellini, l’ex presidente della Bpm arrestato il 29 maggio nell’ambito dell’inchiesta milanese su una serie di presunti finanziamenti sospetti concessi quando guidava l’istituto di credito e su un presunto giro di tangenti per circa 5,7 mln di euro. Dopo sei mesi di arresti domiciliari sono scaduti i termini di custodia cautelare e Ponzellini, accusato di associazione per delinquere e corruzione,é tornato in libertà, così come Antonio Cannalire, suo ex ‘braccio destro’.

Nelle scorse settimane, tra l’altro, la Cassazione aveva annullato con rinvio al Riesame l’ordinanza d’arresto nella parte che riguarda i motivi dell’associazione per delinquere. Nell’inchiesta milanese, coordinata dai pm Roberto Pellicano e Mauro Clerici, sono indagati, tra gli altri, il parlamentare del Pdl, Marco Milanese, e l’ex dg di Bpm Enzo Chiesa. Resta, invece, ancora latitante Francesco Corallo, titolare della Atlantis, società che, stando all’inchiesta, avrebbe usufruito di un finanziamento irregolare da parte della Bpm quando al vertice c’era Ponzellini.


3- LA DENUNCIA DI CANNALIRE A BONOMI

Immagini della denuncia dal sito Bpm Leaks – https://bpmleaks.wordpress.com/

ENZO ChiesaENZO Chiesahttp://img17.imageshack.us/img17/8225/dsc00246copy.jpg

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4- SAGA FAMIGLIARE DI BONOMI, UOMO PER TUTTE LE PARTITE FINANZIARIE – ANDREA BONOMI IN BPM FA IL ROTTAMATORE E PURE IL TECNICO, SI MUOVE SU PIRELLI E CI PROVA CON ASTON MARTIN…
Michele Masneri per “il Foglio”

TRONCHETTI PROVERA jpegTRONCHETTI PROVERA jpegUn po’ tecnico, un po’ rottamatore, soprattutto molto milanese, seppur nato a New York. Andrea Campanini Bonomi, quarantaseienne, è il protagonista di alcuni dossier economici tra i più delicati del momento: da una parte ha un ruolo principale da “rottamatore” nella vicenda della Popolare di Milano post èra Ponzellini.

Anche se, nell’intervista di ieri sul Corriere della Sera, da presidente del consiglio di gestione Bonomi viene definito come il “tecnico” che intende rinnovare la banca più sindacalizzata d’Italia (“la cosa peggiore che abbiamo trovato non sono i conti ma la cultura”, ha detto a Federico de Rosa, quasi parafrasando il Mario Monti che poche ore prima aveva detto di voler “cambiare la cultura politica ed economica” del paese).

Al primo consiglio d’amministrazione della banca, Bonomi ha annunciato programmaticamente di operare secondo “un senso di appartenenza e anche, se mi permettete, su una certa milanesità”, come a voler purificare e riportare alle origini l’istituto di piazza Meda (prima banca fondata a Milano dopo l’Unità d’Italia, dopo tutto).

Altra partita milanesianamente sistemica è quella su Pirelli. Qui Bonomi sta agendo da pacificatore tra Marco Tronchetti Provera e gli arrembanti (e non milanesi) Malacalza, in un’operazione di modernizzazione della governance che dovrebbe portare però tra gli azionisti di Pirelli proprio il suo fondo Investindustrial.

Pirelli re - marchioPirelli re – marchioIl terzo dossier è motoristico: dopo aver ceduto il marchio motociclistico Ducati all’Audi (un’operazione da 860 milioni di euro), adesso Bonomi ci starebbe riprovando con Aston Martin, la blasonata casa britannica (ma di proprietà kuwaitiana) di cui l’imprenditore sarebbe interessato a un 50 per cento, in accordo con Mercedes (anche se qui le voci sembrano scemare nelle ultime ore).

Infine, operazione minore ma ancora milanesissima, Bonomi, che siede nel board del Corriere della Sera, si dice che potrebbe entrarvi anche da azionista in un prossimo aumento di capitale. Il tutto appunto con il suo fondo Investindustrial, con attività in 14 nazioni, 32 mila dipendenti e 23 miliardi di euro gestiti. Il nome dell’impresa è di famiglia: si chiamava infatti Bi-Invest la creatura del padre, Carlo Campanini Bonomi, che rimane famosa per essere stata oggetto della prima scalata ostile della finanza italiana, da parte della Montedison di Mario Schimberni.

mllmgl auto25 aston martin db3 1952mllmgl auto25 aston martin db3 1952E’ probabile che sull’onomastica abbia influito una sorta di revanchismo; nei confronti del padre, che ripiegò poi a Londra, città da dove ha composto un gruppo di partecipazioni industriali non banali; e certamente nei confronti della nonna, figura centrale della mitologia di famiglia, e non solo. Come nella “Bella di Lodi”, romanzo molto lombardo di Alberto Arbasino sui dané, anche nella saga dei Bonomi i genitori sono assenti o decorativi, mentre operative sono le nonne.

E qui il vero personaggio è lei: la “primadonna della finanza italiana”, “la gran sciura dei danée”, “Anna dei miracoli” o anche “Compro Io”, a seconda dei soprannomi usati nelle diverse epoche. Anna non ancora Bonomi era nata nel 1910 a corso Indipendenza 23, dove la mamma, la signora Galbiati, faceva la portinaia in uno dei 400 palazzi di proprietà di Carlo I Bonomi, immobiliarista – si direbbe oggi – ex capomastro nella Milano ruggente.

Le uniche tenerezze del sciur Carlo, proprietario di diecimila appartamenti, proverbialmente tirchio e scapolo, erano per la “tusa della portinera” di corso Indipendenza. Tante tenerezze si scoprirono poi dovute a peccati compiuti con la titolare della guardiola: e con grande scandalo Bonomi adottò la bambina (con furibonde lotte legali da parte degli eredi legittimi Bonomi, perdute). Anna Bonomi, che, si dice, ispirò Franca Valeri per il personaggio dell’imprenditrice cinica nel “Vedovo” di Dino Risi con Alberto Sordi, diceva volentieri “cagata”, “cazzo”, e si fregiava di parlare in dialetto milanese.

Carlo Campanini Bonomi vincenzo BalestrieriCarlo Campanini Bonomi vincenzo Balestrieri “Prima donna banchiere d’Italia” secondo il Dizionario biografico delle donne lombarde, ricevuta gaddianamente per i 16 anni una villa fuori città, si appassionò al mattone. Dal padre aveva ereditato infatti la passione immobiliare (oltre a due fondamentali concetti: “Mai dare mance”; “mai prendere il facchino”) e quando costui morì, oltre alla soddisfazione di far parare a lutto 400 portinerie in città, cominciò a comprare e diversificare in lungo e in largo: non solo immobili (fece edificare il Pirellone) ma aziende come la Saffa, la Mira Lanza, il Credito Varesino, la Toro Assicurazioni, pezzi di Montedison.

antonio cannalireantonio cannalire Ai suoi massimi, l’impero Bonomi arrivò ad avere 50 aziende e 10 mila dipendenti. I contrasti della Sciura Anna con Sindona La Sciura Anna aveva scelto Raffaele Mattioli (il cui ritratto campeggiava nel suo ufficio) come protettore dell’impero, anche per pararsi da qualche amicizia difficile come quella con Michele Sindona, di cui disse che “nonostante tutto, è il più bravo di tutti”.

andrea bonomiandrea bonomi I due furono protagonisti di un memorabile scontro ai piedi di un Mystère in pista a Linate: la “signora” voleva acquistare la Generale Immobiliare e il faccendiere, per cederla, voleva 1.250 lire per azione. Lei ne offriva 1.200. Rimasero ore a negoziare sotto i motori accesi dell’aereo, senza trovare un accordo. Lei poi fu condannata per il crac Ambrosiano, e decise di ritirarsi (“voglio disfesciare”, in purissimo milanese, disse, nel senso di sbaraccare). Disfesciò a Paraggi, nel castello restaurato dall’architetto immaginifico Tomaso Buzzi (quello del Volpaeum di Sabaudia e della Cometa di Roma), poi affittato a Silvio Berlusconi, di cui aveva simpatia, ricorda sempre Giampaolo Galli.

anna bonomi bolchini jpeganna bonomi bolchini jpegCome il Cavaliere degli inizi, non era mai stata accettata molto nei salotti giusti: e nonostante il secondo matrimonio con l’avvocato Bolchini (introdotto e si dice social climber, come appunto Alberto Sordi nel “Vedovo”, lì chiamato “cretinetti”), i famosi balli della contessa Giuseppina Crespi (dei padroni del Corriere, dunque tutto torna) le erano interdetti.

Ma lei aveva piuttosto il gusto di certe popolanità: quando il fisco le chiese un miliardo di lire di tasse evase, mise all’asta da Sotheby’s tutti gli arredi del palazzo di via Bigli, comprese lenzuola e tovaglie. E ogni mattina, regolarmente, si consigliava con la maga Ester, poi benefattrice del San Raffaele. E la sua creatura preferita rimase il Postalmarket, il catalogo per corrispondenza da lei inventato.

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THE WAR OF INFINITE BPM – BACK FREE Ponzellini and Cannalire, LATTER COMPLAINT FOR LIBEL ANDREA BONOMI – THE CORALLO LATITANTE INSTEAD SELECTS LONDON TO ASK 440-750 MILLION € THE NEW PRESIDENT BPM, THAT AS SHAREHOLDER SNAI ACTING FOR DAMAGE THE COMPETITOR Bplus – WHO IS BONOMI MAN FOR ALL FINANCIAL ITEMS, BY PIRELLI TO ASTON MARTIN …

1 – INQUIRY BPM, Ponzellini FREE. AND HIS EX RIGHT ARM COMPLAINT BONOMI
Andrea Bassi for “The Huffington Post”

In each Bpm-Atlantis that led to the arrest of the former banker Maximum Ponzellini (again free for the deadline of custody), comes as a surprise. One of the key suspects of the investigation, the former right hand of Ponzellini, Cannalire Antonio, has filed a lawsuit for slander against the current president of the bank, Andrea Bonomi. Cannalire imputes it with your arrest.

The investigation by the Prosecutor of Milan in its mainstream, that of private corruption, says Cannalire in his charge, he could not go on if it were not for the lawsuit Bonomi. The offense in Cannalire (but also Ponzellini and owner of Atlantis Bplus, Francesco Corallo) is provided for in Article 2635 of the Civil Code and is prosecuted only on complaint.

The point is this. Cannalire reconstructs how was terminated by the President of the Banca Popolare di Milano and representative of the fund Investindustrial, as revealed by the cards in the process. In this story, the dates are important. In November last year the Milan prosecutors seized a number of documents relating to lending practices at 16 BPM.

On 27 January, on behalf of the vertices of the bank, the lawyer wrote to Francesco Mucciarelli pm claiming that their investigation may reveal facts prosecutable a complaint. Of course, since there the confidentiality of investigations, the bank is not in a position to know these facts in order to lodge a complaint. In a letter that has an earlier date, January 26, the prosecutor explained to Mucciarelli that the investigations carried out so far emerge definitely qualify as infidelity made capital offense, in fact, that can be pursued only complaint. So the bank can proceed.

On February 7, 2012, authorized by the Board of Directors, Bonomi has a general complaint, without giving any names. Then do something else. Asks a consulting firm, Price Waterhouse Coopers, an audit of the 16 funding practices come under the lens of prosecutors. Exactly two months later, on April 12, the Pwc delivered its report and claims that all 16 practices, according to his analysis, are regular.
MASSIMO PONZELLINI MASSIMO Ponzellini

At this point, write the lawyers Cannalire, the lawsuit would be withdrawn, thus eliminating even the crime under Article 2635. But nothing has been done. Not only. From the report also shows that already Pwc offices the bank’s internal (audit and credit bureau) had examined those same practices, probably not experiencing any irregularities, otherwise Bonomi had to carry out the lawsuit without consulting the prosecutor or wait for the result of the audit Pwc. So, according to Cannalire, Bonomi was intentionally caused her trouble with the law by committing the crime of slander.

The former right-hand Ponzellini not the only one of the accused to have lashed out Bonomi. Francesco Corallo has also launched the offensive against the new President of BPM, submitting a complaint to the High Court of London (where there is now the Coral Investindustrial Bonomi) and asking for compensation between 440 and 750 million euro.

According to the allegations of Coral, Bonomi with his complaint (without which as I said would not be possible for the prosecution to proceed), he simply made an act of unfair competition. Investrindustrial in its portfolio has in fact two major investments in as many dealers in the world of games, Snai and Cogetech direct competitors Bplus Coral.
BPMBPM

2 – BPM: BACK FREE Ponzellini, EXPIRED HOUSING TERMS
(Reuters) – He ‘s back free Maximum Ponzellini, the former president of Bpm arrested on May 29 as part of the investigation in Milan over a series of alleged suspects loans granted when he drove the bank and around an alleged bribery for approximately 5.7 million euro. After six months of house arrest, the deadline for custody and Ponzellini, accused of conspiracy and corruption, has regained his freedom, as well as Antonio Cannalire, his former ‘right arm’.

In recent weeks, among other things, the Supreme Court had annulled Review with reference to the order of arrest insofar as it concerns the grounds of a conspiracy. Milan investigation, coordinated by Roberto pm Pellicano and Mauro Clerici, are investigated, among others, the Parliamentary Assembly of the PDL Marco Milanese, and the former director general of BPM Enzo Church. It remains, however, still at large Francesco Corallo, owner of Atlantis, a company that, according to the investigation, he would have benefited from a loan irregular by the BPM when the summit was Ponzellini.

3 – THE COMPLAINT OF A Cannalire BONOMI
Images of the complaint from the site Bpm Leaks – https://bpmleaks.wordpress.com/

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4 – FAMILY SAGA OF BONOMI MAN FOR ALL FINANCIAL ITEMS – ANDREA BONOMI IN THE BPM FA ROTTAMATORE ALSO THE TECHNICAL MOVES ON PIRELLI AND WE TEST ASTON MARTIN …
Michele Masneri for “il Foglio”
TRONCHETTI PROVERA jpegTRONCHETTI PROVERA jpeg

A little ‘technical, a little’ rottamatore, especially very Milanese, though born in New York. Andrea Campanini Bonomi, forty-six, is the main economic dossiers of some of the most delicate of the moment: on the one hand has a major role to “rottamatore” in the story of Popolare di Milano post Ponzellini era.

Although, in an interview yesterday in Corriere della Sera, as chairman of the board of management Bonomi is defined as the “technician” who intends to renew the bank most unionized of Italy (“the worst thing that we found are not the accounts, but culture, “said Federico de Rosa, almost paraphrasing Mario Monti, a few hours before he said he wanted” to change the political and economic culture “of the country).

At the first board of directors of the bank, Bonomi announced programmatically to operate according to “a sense of belonging and also, if I may, to a certain Milanese”, as if to purify and return to the origins of the institution in Piazza Meda (before bank founded in Milan after the unification of Italy, after all).

Other systemic milanesianamente game is over Pirelli. Here Bonomi is acting as peacemaker between Marco Tronchetti Provera and arrembanti (and not in Milan) Malacalza, into a modernization of governance which should lead but the shareholders of Pirelli his own fund Investindustrial.
Pirelli re – marchioPirelli re – brand

The third file is motorsport: after selling the Ducati motorcycle brand Audi (operation from 860 million euro), Bonomi now we’d be trying again with Aston Martin, the British noble house (but owned Kuwait) of which ‘ entrepreneur would be interested in a 50 per cent, according to Mercedes (although here the voices seem to wane in the last hour).

Finally, do smaller but still milanesissima, Bonomi, who sits on the board of the Corriere della Sera, he says it could also enter as a shareholder in a future capital increase. All this with just his fund Investindustrial, with operations in 14 countries, 32,000 employees and EUR 23 billion under management. The name of the company is family called Bi-Invest in fact the creature of his father, Carlo Campanini Bonomi, who is famous for being the subject of the first hostile takeover of Italian finance, by Montedison Mario Schimberni.

E ‘likely that sull’onomastica has affected a kind of revanchism; against the father, who then fell back in London, the city where he composed a group of industrial holdings are not trivial, and certainly against the grandmother, a central figure in the mythology of family, and more. As in “Bella di Lodi”, a novel by Alberto Lombardo very Arbasino the Dane, also in the saga of Bonomi the parents are absent or decorative, while operating are grandmothers.

And here is her true character: the “first lady of Italian finance”, “the great sciura of Danee”, “The Miracle Worker” or even “Buy Me”, as the nicknames used at different times. Anna Bonomi was not yet born in 1910 to over 23 Independence, where his mother, Mrs. Galbiati, was the concierge in one of the 400 buildings owned by Charles I. Bonomi, real estate agent – we would say today – former foreman in Milan roaring.

The only tenderness of dear sir Charles, owner of ten thousand apartments, and proverbially stingy bachelor, were for the “tusa of portinera” of course Independence. Many tenderness were discovered later due to sins committed by the holder of the guard: and great scandal Bonomi adopted the child (with furious fights legal heirs by Bonomi, lost). Anna Bonomi, who, it is said, inspired by the character Franca Valeri cynical entrepreneur in the “Widowed” by Dino Risi with Alberto Sordi, willingly said “shit,” “fuck,” and boasted of speaking in Milanese dialect.
Carlo Campanini Bonomi vincenzo vincenzo BalestrieriCarlo Campanini Bonomi Balestrieri

“The first woman banker of Italy” according to the Biographical Dictionary of the Lombard women, received gaddianamente for 16 years a villa outside the city, became interested in the brick. From his father he inherited the passion in fact real estate (in addition to two fundamental concepts: “Never give tips”, “never take the carrier”) and when he died, as well as satisfaction to learn to mourn 400 caretakers in the city, he began to buy and diversify far and wide, not just real estate (he built the Pirellone) but companies like Saffa, the Mira Lanza, Credito Varesino, Toro Assicurazioni, pieces of Montedison.
antonio cannalireantonio Cannalire

At its peak, the empire came to have Bonomi 50 companies and 10,000 employees. The contrasts of Sciura Anna Sindona The Sciura Anna had chosen Raffaele Mattioli (whose portrait stood in his office) as the protector of the empire, even to prepare themselves for some friendship as difficult as the one with Michele Sindona, in which he said that “despite everything, is the best of all. ”
andrea bonomiandrea bonomi

The two were the protagonists of a memorable clash at the foot of a runway at Linate in Mystère: the “lady” wanted to buy the General Real Estate and fixer, to sell it, he wanted 1,250 pounds per share. She offered them 1,200. Hours remained to negotiate under the engines on the aircraft, without reaching an agreement. She was later convicted of the Ambrosiano crash, and he decided to retire (“I want disfesciare” pure in Milan, he said, in the sense of sbaraccare). Disfesciò Paraggi in the castle restored by architect Tomaso Buzzi imaginative (that of Volpaeum Sabaudia and of Comet Rome), then rented to Silvio Berlusconi, whom he had sympathy, always remember Giampaolo Galli.
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As the Knight of the beginning, was never accepted in the salons very righteous: and although the second marriage with the lawyer Bolchini (introduced and it is said social climber, just as Alberto Sordi in “Widowed”, here called “Cretinetti”) the famous dances of Countess Josephine Crespi (of the owners of the Courier, then everything returns) were the forbidden.

But she had quite the taste of certain popolanità: when the IRS asked a billion dollars of unpaid taxes, put up for auction at Sotheby’s, all the vessels of the house of Via Bigli, including linen and towels. And every morning, regularly, it was recommended by the sorceress Esther, and benefactor of St. Raphael. And his favorite creature was the Postalmarket, the mail-order catalog she invented.

 

 

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