La vicenda Bplus vs INVESTIUNDUSTRIAL approda sui banchi del Senato

(Jamma) Quali sono i motivi per cui il Governo non si è mai interrogato sulla compagine azionaria di Atlantis, la cui maggioranza si nasconde dietro “le impenetrabili maglie di una finanziaria offshore”: è quanto chiede, in un’interrogazione rivolta al ministro dell’Economia, il senatore dell’Idv Elio Lannutti. Nell’interrogazione il senatore chiede inoltre di sapere “se corrisponda al vero che i Monopoli di Stato avrebbero permesso a Investindustrial, già azionista di Cogetech, di entrare, seppure indirettamente, anche nel capitale di Snai, insieme con la Palladio Finanziaria di Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago” e se “il Governo non ritenga si possa configurare l’ipotesi di un conflitto di interessi nell’incarico di Andrea Bonomi, presidente di Investilindustrial e azionista di riferimento di BPM, considerato che lo stesso è anche socio della catena di controllo della Cogetech e della Snai, e, in caso affermativo, se non intenda promuovere con urgenza le opportune iniziative al fine di dirimere il palese conflitto di interessi che si configura negli incarichi di Andrea Bonomi, anche alla luce dell’inchiesta in corso di cui in premessa”. Lannutti fa riferimento alla vicenda, riportata da “La Repubblica”, che vede coinvolto Francesco Corallo, il quale “avrebbe richiesto danni per una cifra da 450 a 770 milioni ad Andrea Bonomi, che attraverso Investindustrial è uno dei soci della catena di controllo di Cogetech e anche di Snai, due importanti player nel settore del gioco. La richiesta è stata depositata presso l’Alta corte di giustizia di Londra e probabilmente servirà per chiarire una volta per tutte la querelle che oppone i due contendenti nel mondo del gioco d’azzardo italiano. Bonomi, attraverso il suo fondo di investimenti, è uno dei soci della catena di controllo non solo della Cogetech, ma anche della Snai, due importanti player del settore del gioco. Nel dicembre 2011, la BPlus ha depositato un esposto alla procura di Roma contro i Monopoli di Stato per aver permesso a Investindustrial, già azionista di Cogetech di entrare, seppure indirettamente, anche nel capitale di Snai, insieme con la Palladio Finanziaria di Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago. Dal canto suo, Bonomi, una volta salito al vertice della Popolare di Milano ha presentato, in qualità di legale rappresentante dell’istituto, una querela alla procura di Milano contro ignoti per permettere alla banca di costituirsi parte civile nella vicenda dei finanziamenti “facili” concessi dall’ex presidente, Massimo Ponzellini, ma che nei fatti si riferisce quasi esclusivamente all’esposizione della banca verso BPlus. L’inchiesta dei magistrati, Roberto Pellicano e Mauro Clerici, punta a far luce sui legami tra i vecchi vertici di Bpm e alcune società, fra le quali la BPlus e la Sisal: avrebbero ricevuto affidamenti da parte della banca milanese in cambio di presunte “mazzette”. L’esposto di Bonomi potrebbe neutralizzare i due concorrenti nel settore dei giochi perché metterebbe a rischio il rinnovo della concessione, con un risvolto economico non indifferente. Il mercato ha un valore stimato di circa 90 miliardi di euro e una buona fetta è occupata proprio dalla BPlus e dalla Sisal. Resta poi il nodo dei 150 milioni di euro che la Bpm ha prestato a BPlus. La società, grazie agli incassi dei giochi, ha ripagato quasi tutto il prestito, circa 120 milioni, ma si trova ad avere vincolata una garanzia pari all’intero importo di 150 milioni pur dovendo ancora restituire poco più di 30 milioni. Anche qui il braccio di ferro potrebbe finire in un aula di Tribunale”. Lannutti chiede poi “quali risultino essere le somme stanziate e le risorse disponibili, nonché eventualmente risorse ulteriori, destinate alla prevenzione del fenomeno del cosiddetto gioco d’azzardo patologico e, specificatamente, per quel che concerne la prevenzione per i minori degli anni 18, anche in considerazione dell’inspiegabile ritardo nell’adozione di un provvedimento in elaborazione oramai da mesi; quali risultino essere i programmi e le linee di azione conseguenti e necessari a contrastare il fenomeno della cosiddetta ludopatia; quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di evitare che la criminalità organizzata continui a trarre il massimo profitto dal settore dei giochi e delle scommesse” e se “non ritenga opportuno ridisegnare l’intera disciplina del settore del gioco al fine di incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’azione di contrasto all’illegalità e alla diffusione del gioco irregolare, l’evasione e l’elusione fiscale nel settore del gioco, con particolare riferimento al settore del gioco pubblico, anche attraverso l’intensificazione delle attività di controllo sul territorio, ed assicurare altresì la tutela del giocatore”.

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